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Le “app contacalorie” sono davvero utili?

Qualche giorno fa ho incontrato in consulenza una ragazza con sovrappeso, abbiamo parlato come faccio sempre durante le mie visite della sua storia del peso, delle sue difficoltà a gestire l’alimentazione e degli obiettivi a breve e lungo termine. Dopo un mese, durante la visita di controllo, la vedo arrivare in studio visibilmente stressata e nella pesata rilevo qualche kg in più. Niente di grave sottolineo, ma durante il colloquio cerco di capire cosa fosse successo. Mi confida di essersi scaricata un’ app con la quale conteggiava tutti i giorni le kcal ingerite e quelle consumate, per la paura di non essere in grado di tenere sotto controllo la situazione. (Sottolineo che nei miei piani alimentari non fornisco appositamente le kcal relative ). Inoltre mi confessa che dopo qualche giorno di utilizzo dell’app, ha deciso di sua spontanea volontà di restringere “il limite” a 1200kcal e aumentare l’attività fisica, che si costringeva a fare tutti i giorni.
Non mi dilungo descrivendovi per filo e per segno come si sia evoluto quel colloquio, ma è sicuramente stato più lungo del previsto perché volevo essere certa di passare bene il messaggio e spiegare il perché queste app sono assolutamente inutili, oltre che controproducenti.

L’assiduo utilizzo di app contacalorie comporta numerosi rischi, sia in termini psicologici, mentali ed emotivi, sia in termini fisici e questo è dovuto dal fatto che vivere un percorso alimentare in continuo stato di stress, facendo attività fisica solo perché si deve raggiungere un target di dispendio calorico, eliminando carboidrati o grassi per raggiungere un obiettivo giornaliero prefissato, pensando di dimagrire più velocemente non è salutare! Il cambiamento dello stile di vita, quello vero, non comporta nulla di tutto ciò . Lo stile di vita sano sano non è questo. Tutt’altro.
Quando prescrivo un piano alimentare non indico le kcal totali perchè il mio modo di lavorare si basa su altro: il miglioramento del rapporto con il cibo, un cambiamento delle abitudini scorrette, l’acquisizione di nuove tecniche di rilassamento che servono per porre un freno alla vita frenetica di tutti i giorni, la ricerca della qualità del cibo, non il conteggio della quantità.
Oltre a tutto ciò l’ansia di fare attività fisica per forza e monitorare sempre il peso, porta all’aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, che può rallentare di molto (se non bloccare) il processo di dimagrimento in corso.

Certo, le porzioni sono importanti, ma non bisogna essere schiavi di applicazioni di kcal counting o ancor peggio aver l’abitudine di salire tutti i giorni sulla bilancia.
I progressi si vedranno comunque giorno dopo giorno, prendendo consapevolezza del proprio stato d’animo, dei propri bisogni e anche delle giornate no, quelle in cui potremo comprenderci se non abbiamo seguito alla lettera il piano alimentare e passare oltre.